Iconografia erotica. Non solo Pompei

da | Eros & Arte

Come lo facevano gli antichi? Il sesso, le posizioni e le diverse inclinazioni, sono gli ambìti temi entro i quali si muove la curiosità dei più, temi che piacciono e appassionano. Pompei rientra tra le mete più interessanti di quanti si interrogano sull’evoluzione del costume sessuale, dai tempi antichi ad oggi. Ma queste scene “sessualmente impegnate”, che qualcuno definirebbe pornografiche, mentre altri semplicemente erotiche, si ritrovano non solo nelle famose stanze dei lupanari di Pompei, ma anche in alcune raffigurazioni emerse nella zona etrusca di Tarquinia, nel Lazio, ricca di splendide tombe ipogee decorate ad affresco. Si parla di raffigurazioni vecchie più di 2500 anni che trattano di costumi sessuali particolari con soggetti erotici ripresi in diversi atteggiamenti e comportamenti sessuali: omosessuale, eterosessuale, orgiastico, e addirittura sadomaso!
La zona etrusca in provincia di Viterbo stuzzica gli appetiti dei visitatori proprio come Pompei, grazie alla sua forte impronta erotica. Immagini carnali, che oggi per certi versi stupiscono, all’epoca rappresentavano una semplice ars amatoria e un piacevole modus vivendi. Si trattava infatti di affreschi, statue e mosaici che venivano mostrati in case private e ambienti pubblici, senza il minimo dubbio che potessero rappresentare atteggiamenti impudichi o classificabili come osceni o immorali.

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Le immagini etrusche di cui si parla tanto possono essere viste dal vivo nella Tomba dei Tori (540-530 a.C.), in cui si trovano due scene esplicite di sesso memorabile. In una si rappresenta nello specifico una gang bang ante litteram con un uomo in piedi che penetra una donna sdraiata sulla schiena di un altro uomo carponi, messo nella posizione della pecorina; e poi nell’altra due uomini si ritrovano impegnati in un infuocato rapporto omosessuale di soddisfazione campestre. Invece visitando la meno nota Tomba della Fustigazione, si trovano dipinte sulla parete due scene orgiastiche a tre, con due uomini intenti a praticare il sadismo più classico con una donna piegata in avanti e incastrata tra i due uomini, che viene sodomizzata e fustigata con una verga, tra penetrazioni da ambo i lati e fellatio.
Immagini vecchie di 2500 anni quindi, ci ricordano sicuramente che Eros e Thanatos è un classico, ma anche che il sesso e le pratiche sessuali sono sempre esistite, e che fin dai tempi antichi all’iconografia erotica è stato assegnato un ruolo importante e un significato simbolico capace di interpretare non solo il costume dell’epoca ma assumere anche un valore educativo, forse senza tempo. Una cosa è certa, a guardarlo oggi questo messaggio, sembra ancora valido.

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