Il Ragazzo alla Pari

da | Racconti Erotici

Questa storia ce la racconta Bea via e-mail, una splendida 45 enne, divorziata e senza figli, di professione architetto che vive a Firenze, a due passi dalla bellissima Piazza Santa Croce. Il suo lavoro la porta spesso a non potersi occupare della casa, un bellissimo sottotetto con terrazza di quasi 150 mq, completamente ridisegnato dalle sue sapienti mani, recuperando il vecchio stile fiorentino, anche nella scelta dei mobili, tranne che per la cucina, hi-tech e funzionale. La sua atavica incapacitĂ  a svolgere le mansioni domestiche l’hanno portata ad avvalersi molto spesso dell’aiuto di una donna, una domestica, che le pulisse casa, aiutandola con le faccende domestiche come lavare, stirare e fare la spesa. Ma a Natale scorso, la sua solita domestica è dovuta tornare nelle Filippine, a causa di un mancato ricongiungimento familiare. Bea si è ritrovata così con una casa da governare che diventava, giorno per giorno, un problema da risolvere. Decise così di rivolgersi ad una agenzia-cooperativa che le aveva segnalato una collega in ufficio. Chiamò, fissò un appuntamento, andò e sbrigò subito tutte le pratiche, chiedendo di essere celeri. Il giorno seguente l’Agenzia la chiamò al telefono dicendole che sabato sarebbe arrivata la sua nuova collaboratrice alla pari e che aveva 3 giorni di prova, nel caso non fosse stata soddisfatta del servizio, avrebbe potuto chiederne la sostituzione. Sabato, all’ora prestabilita, suonarono alla porta, Bea andò ad aprire. Rimase stupita da ciò che le si poneva dinanzi: un uomo alto, riccio capelli corti, moro, spalle larghe. Rimase ghiacciata da quello sguardo intenso dietro a degli occhiali da vista dorati. Lo stupore fu tale che pensò subito ad un errore, ma non era così, la societĂ  incaricata di cercare una persona per le sue pulizie domestiche, le aveva invece trovato “un ragazzo alla pari”.
Superato l’imbarazzo iniziale, Bea fece entrare in casa questo gran bel tocco di ragazzo e scoprì così che si chiamava Josè, aveva 27 anni, studiava per la specializzazione in Psicologia all’Università, ma era spagnolo e per mantenersi a Firenze, non certo una città alla mano, era costretto a fare di necessità virtù e quindi lavorare come domestico dove lo chiamavano e dove era necessario. Bea fu subito presa da questo ragazzo così a modo, professionale, serio. Parlava benissimo l’italiano, e notò da subito la sua voce, queste le sue testuali parole: “…la sua voce era bassa, dal tono tenebroso e caldo, mi arrivò dentro senza che io volessi, mi sentii penetrata da quel caldo timbro maschile…” Anche Josè notò che Bea era molto bella, viso con qualche ritocco, ma delicato, una splendida Milf, con seno e fianchi prosperosi e ben tenuti, sodi, voluttuosi. Non era molto alta ma a Josè piacevano tanto questi concentrati di erotismo e sensualità. Bea lo portò in giro per casa, l’attrazione tra loro era palpabile, gli sguardi d’intesa e di reciproco piacere e desiderio incendiavano l’atmosfera, Bea scrive: “…Mentre gli mostravo le cose da fare pensavo: gli salto addosso subito o aspetto un suo segnale più esplicito, sento un fuoco salire dal bel mezzo delle gambe, non so quanto potrò resistere…”
Arrivarono nel salone principale, con travi in legno e un camino acceso. Josè, che fino a quel momento aveva semplicemente annuito disse : “ La casa è molto bella e grande, e saprò prendermi cura di lei e anche di te, proprio come desideri” e le infilò una mano sotto la gonna, accarezzandole piano l’interno coscia e salendo sempre di piĂą fino ad arrivare a strizzarle la fica, ormai umida di desiderio, come se dovesse strizzare una spugna da bagno. Bea era sopraffatta da tanto ardire, non c’erano dubbi, era uno psicologo nato, aveva subito la diagnosi e capito la cura. La sua coscienza di donna in carriera le diceva di mollargli un sonoro ceffone e cacciarlo di casa in malo modo, ma la sua natura di donna vogliosa di sesso, la fece abbandonare alla sua sapiente morsa. Era eccitata, iniziarono a baciarsi proprio li, in piedi dove stavano, scaldati dalla luce del camino. Le loro lingue si intrecciavano senza sosta, la mano di Josè si faceva sempre piĂą porca, iniziò con un lungo ditalino che portò in estasi Bea che si accasciò lentamente a terra, sul tappeto di pelo bianco, sorretta e abbandonata allo stesso tempo alle forti braccia di Josè, che iniziò a spogliarla lentamente. Bea si sentì percorsa da un senso di benessere profondo, era da tanto che non succedeva. Anche lui si spogliò e si sdraiò sopra a Bea completamente nudo. Mentre la baciava, Bea sentiva il suo pene grosso e duro premerle sulla fica che le si strusciava vogliosa contro.

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Proprio mentre pensava di farsi penetrare Josè la prese e la rigirò, tirò fuori dalla sua borsa una bottiglietta di lubrificante per massaggi profumato e incominciò a spalmarle tutto il corpo, massaggiandola con poderosa sapienza e concentrandosi poi sul culo e sui fianchi, continuando a infilarle le dita in fica da dietro, ma questa volta con una variazione desiderabile, anche il pollice nel culo. “Quanto era porco Josè? Che ragazzo benedetto”, pensava Bea che ormai era in balia del suo seduttore che tirò fuori dalla borsetta anche un plug anale di silicone colorato, un oggetto POP che Bea non aveva mai provato. Mentre Josè le baciava il collo, incominciò a infilarglielo dentro il buco del culo. Per un momento Bea Trasalì, ma un momento dopo iniziò a vibrare di piacere e con la mano contraccambiava il favore segandole il cazzo. “Te gusta?” domandava Josè ricevendo come risposta ansimi di penetrato piacere. Il desiderio di Josè si incendiava di pari passo col ceppo acceso del camino, fu al culmine dell’eccitazione che girò nuovamente Bea e lasciandole il plug bene impalato nell’avido culo, le spalancò le gambe penetrandola con vigore. Rimasero così, stretti l’uno nell’altra, fino al culmine del piacere.
In serata Bea Chiamò l’agenzia per confermare Josè, che tutt’ora lavora da lei.

A cura della Redazione di MisterSex.
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