La commessa del negozio d’intimo

da | Racconti Erotici

Vi è mai capitato di rimanere a far compere fino a tardi nei centri commerciali? Ebbene nell’ultima mezz’ora di apertura questi santuari dello shopping si trasformano! Si spopolano a vista d’occhio ad ogni minuto che passa, con le serrande dei negozi a metà e i ritardatari per la spesa alimentare che corrono a destra e a manca alla disperata ricerca della cena dopo una giornata di lavoro. Ed è proprio in questo non luogo, in questo momento sospeso tra un prima vivo e acceso e un dopo calmo e spento, in attesa della chiusura, che si svolge la nostra storia. A raccontarcela è Francy (Francesca? Franca? Per privacy non vuole dirci oltre), in una lunghissima e-mail che noi abbiamo dovuto sintetizzare per problemi di spazio. Francy è una commessa di un negozio di intimo in un Centro Commerciale vicino Napoli. Era un mercoledì di inizio Novembre non proprio gremito di clienti, mancava poco più di un quarto d’ora alla chiusura del Centro Commerciale e Francy, che quella sera aveva il turno di chiusura, aveva intanto abbassato la saracinesca a metà, come sempre, iniziando a fare l’inventario della merce e la chiusura della cassa. D’un tratto vede due gambe maschili fermarsi proprio davanti al suo negozio. Per un attimo pensò che fosse Marco della Security che faceva il solito controllo, e non ci badò molto, finchè lui non si abbassò guardando dentro il negozio e chiedendo ad alta voce: “C’e nessuno?” Fece per entrare ma subito Francy scattò dicendo : “Scusami siamo in chiusura, cosa cerchi?” Ma ormai era già dentro e Francy rimase letteralmente folgorata dalla sua prestanza: sembrava un modello della Marlboro uscito da una pubblicità di moto Harley Davidson con jeans e giacca di pelle. Francy ebbe un’emozione così forte da inciampare nei propri passi cadendole letteralmente addosso. L’uomo misterioso ebbe i riflessi pronti e la prese al volo, ritrovandosela tra le braccia ed esclamando : “…Mi è sempre piaciuto questo negozio, adesso che so che le ragazze ti cadono letteralmente in braccio, mi piace ancora di più…” Leggendole il cartellino che portava sulla camicetta e chiamandola per nome si presentò dicendole di chiamarsi Flavio e che doveva solo prendere una canotta per la palestra. Francy, ancora imbambolata tra le sue braccia e imbarazzatissima, si ricompose velocemente, e gli disse che se avrebbe fatto in fretta avrebbe potuto comprarla, lui la ringraziò con un sorriso che fece divampare in Francy la passione. I loro sguardi rimasero a fissarsi per diversi, lunghissimi secondi, in quel momento scattò qualcosa, una scintilla di attrazione reciproca indistinta e animale. Mentre Lei gli faceva il terzo grado per capire quale fosse la canotta che cercava, Flavio le fissò il culo immaginandoselo nudo, magari con indosso uno splendido perizoma di pizzo nero, e al solo pensiero iniziò a indurirglisi qualcosa nei pantaloni. Francy lo portò allo stand delle canotte che si trovava proprio davanti ai camerini. Sapeva riconoscere le taglie ad occhio, prese una delle canotte che aveva capito gli potessero interessare e gliela porse. Lui la prese e tenendola con le mani per le spalline, la aprì annuendo soddisfatto, poi però aggiunse: scusami ma devo provarla. Ebbene se fosse stato un altro cliente, Francy lo avrebbe liquidato senza tante parafrasi, ma era talmente eccitata all’idea di vederlo a torso nudo che in quel momento avrebbe detto si a qualsiasi cosa. Flavio poggiò la giacca su uno sgabello nel camerino li davanti alle canotte e si sbottonò la camicia togliendosela, aveva un corpo scolpito, pettorali e addominali da urlo con un tatuaggio tribale sul pettorale sinistro che circondava il capezzolo. Francy moriva dal desiderio di essere presa in quella morsa di possenti braccia e si immaginò mentre gli leccava il capezzolo. Flavio aveva capito dal suo sguardo che Francy aveva una voglia matta di saltargli addosso e quindi in uno slancio di seduzione tirò giù anche i pantaloni facendo vedere tutto il ben di Dio che stava sotto. Un asta dura e tesa, un pisello perfetto iniziò a puntare Francy come se fosse un bersaglio che a sua volta non resistette dinanzi a tanta erotica sfacciataggine e si inginocchiò ai suoi piedi prendendolo voracemente in bocca. La sua lingua era oscenamente ingorda del suo sesso, le sue grosse palle, lisce e tonde ondeggiano libere ad ogni movimento della testa di Francy, che assaporava ogni singolo centimetro di quella splendida cappella liscia. Flavio era al settimo cielo, si ritrovava tra le gambe una delle commesse più eccitanti che avesse mai visto, e in più sapeva succhiare il cazzo a meraviglia. In un momento Flavio liberò lo sgabello gettando il cappotto di pelle a terra e sedendosi palle all’aria avvicinò Francy a se e la spogliò con dolcezza. Ad ogni tocco delle sue mani, Francy aveva un fremito di libidine. A questo punto presero a continuare con il sesso orale, realizzando una posizione molto eccitante con lui seduto sullo sgabello e con lei in piedi con una gamba dietro la schiena di Flavio, permettendogli così di fargliela leccare bene bene, mantenendogli le mani occupate con una sul capezzolo e l’altra, con un dito appena leccato, nell’ano. Questa doppia stimolazione non fa altro che far impazzire di piacere Francy, che sbanda appoggiandosi alla parete del camerino, affranta dagli orgasmi che quel fantastico e bestiale motociclista sapeva farle provare solamente utilizzando la lingua. Francy era ormai senza più difese, ferma in questa posizione oscena e godereccia con la sua lingua che disegna geroglifici di piacere sulla sua vagina, si sentì scossa da una sorta di orgasmo inesauribile, con gli occhi appena socchiusi dal turbamento. Flavio, tenendola per le cosce si alzò dicendole: il sapore della tua fica me lo sta facendo scoppiare, voglio mettertelo dentro adesso, prese dalla tasca dei pantaloni che aveva ancora tutti calati alle caviglie un profilattico, lo aprì velocemente lo indossò con destrezza e la penetrò in piedi tenendola per le cosce poggiata sulla parete del camerino.

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Francy sentiva entrare quella verga di carne con una forza ed un impeto che la fecero gridare di goduria, stava impazzendo di piacere, ma anche se il centro commerciale era semi deserto Flavio aveva paura che qualcuno avrebbe potuto quantomeno interromperli e quindi le chiese sussurrandole all’orecchio: “mordimi il collo…” Francy non lo aveva mai fatto, di solito erano i partner che la mordevano in tutti i luoghi e in tutti i laghi, ma si lasciò andare e incominciò a mordergli il collo ad ogni spinta e ad ogni penetrazione, poi si spinse anche più in basso dedicando finalmente del tempo ad assaporare quel capezzolo tatuato tanto ammirato. Mentre Flavio la scopava e si faceva mordere il collo ed altro, con un dito le massaggiava l’ano, inserendoglielo delicatamente dentro. Al contempo si sentiva punzecchiare dai suoi capezzoli diventati duri come due bottoni di ebano, se li sentiva addosso e questo lo faceva ancora di più eccitare, raggiungendo il culmine e riempiendo così il preservativo di calda crema bianca, che quando lo tolse, colò candida lungo l’asta del pene, bagnando tutti i testicoli. Flavio pensò che da quel giorno avrebbe attardato più spesso a fare le compere…

A cura della Redazione di MisterSex.
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