La maschera della segretaria

da | Racconti Erotici

Mariarosaria non si sarebbe mai aspettata un’ esperienza del genere, ma si sentì presa in un vortice di nuove sensazioni, forti e decise, alle quali non riuscì proprio a dire no. Questa la storia così come ce la racconta Mariarosaria via e-mail, premettendo che il testo della mail è molto più lungo, abbiamo dovuto necessariamente tagliare e sintetizzare, per ovvie ragioni di spazio.
Mariarosaria è una giovane e bella donna single di 35 anni, mora stile Bellucci, segretaria in uno studio notarile a Roma, tutta d’un pezzo, con pochi flirt alle spalle, e solo una storia importante, durata 5 anni, naufragata a causa dell’incapacità o l’ignavia di lui, di voler costruire qualcosa insieme, che le ha lasciato solo un flebile ricordo di quello che sarebbe potuto essere, ma non è stato, e che ancora le brucia. La vicenda che ci racconta risale a due anni fa, quando erano ormai 6 mesi che non aveva neanche l’ombra di un appuntamento. Le sue giornate trascorrevano tutte allo stesso ritmo, tra lavoro, l’ alimentari sotto casa gestito da un pakistano che si ostinava a chiamarla signora, e il suo grazioso bilocale.
Ma un giorno, inaspettatamente, le cose cominciarono a cambiare, e apparentemente, senza che lei ci facesse caso. Infatti era arrivato allo studio Riccardo, un praticante, che mostrò verso di lei, fin da subito, un certo interesse. Era fresco di laurea e specializzazione, single, aveva quasi la sua stessa etĂ , atletico, alto, biondo occhi azzurri, molto elegante nei modi. Essendo lei la segretaria dello studio, le venne assegnato il compito di orientarlo sul da farsi, rispetto a luoghi, tempi, documenti e scadenze. Mariarosaria lo faceva comunque con zelo e passione, sia perchĂ© ha sempre svolto il suo lavoro con coscienziosa autocritica e sia perchĂ© si stava sempre piĂą affezionando a quei suoi modi d’altri tempi, queste le sue testuali parole : “ …Ogni giorno che passava, mi sentivo sempre piĂą presa dai suoi modi gentili e affabili, terribilmente fascinosi e sexy …” Dopo qualche tempo, lui per sdebitarsi della sua attenzione, la invitò ad una festa a casa sua, che avrebbe tenuto nel week end prima di Pasqua, per festeggiare il suo compleanno. Le disse che era una festa tra amici e amiche, very easy, e che gli sarebbe piaciuto averla accanto. Lei non se lo fece ripetere due volte, colse la palla al balzo, finalmente un quasi appuntamento dopo tanto tempo. Arrivò sabato, si preparò vestendosi di tutto punto, con un abito elegante in raso e seta viola chiaro, che lasciava parte della schiena scoperta, capelli sciolti sulle spalle e tacchi rigorosamente alti. Aveva fatto tardi, almeno mezz’ora, si fermò proprio davanti casa di lui, in una delle zone piĂą centrali di Roma, trovando miracolosamente parcheggio, scese dalla macchina, il palazzo era uno di quelli storici con stucchi e marmi, molto raffinato, e pensò che gli si addicesse. Suonò al citofono, e lui rispose, le disse il piano e interno. Trovò strano che pur avendo fatto tardi, non si sentissero rumori o schiamazzi di sorta. Salì, la porta era socchiusa, la spalancò, dinanzi si ritrovò un enorme salone, contornato di stucchi, arazzi e mobili d’antiquariato, a illuminarlo solo ed esclusivamente candele e candelabri, lei rimase piacevolmente sorpresa e avvolta da quell’atmosfera d’altri tempi. Ad un tratto dall’altra parte della stanza, in lontananza, lo vide avvicinarsi a torso nudo e con indosso solo dei pantaloni di seta blu, Riccardo, che subito le disse, testuali parole: “ …Ti stavo aspettando, è da quando ti ho vista che sognavo di averti tutta per me, grazie di essere venuta…”
Mariarosaria capì subito che la festa e gli amici erano solo una scusa, si sentiva lusingata, pensò che era giunto il momento di abbandonare lo status di astinenza sessuale sabbatica, per inserirsi invece a pieno titolo in questo mènage proibito di lussurioso e lascivo piacere, che le si stava prospettando dinanzi. Riccardo la prese per mano e la portò in un’altra stanza, senza finestre, tutta viola e nera, luce soffusa, profumo di gelsomino nell’aria e con un divano in pelle e strumenti vari di dominazione sparsi qua e la, come piumini, morsi, collari, manette, fruste, sculacciatori e tanto altro… Le fece indossare una mascherina nera in stile veneziano dicendole : “Con questa potrai essere finalmente te stessa”, Mariarosaria si sentì un brivido sulla schiena, un misto di piacere e paura. Riccardo percepì la sua tensione e la tranquillizzò dicendole : “ …Fidati di me, ti farò provare quello che neanche immagini, se senti di non farcela puoi sempre dirmi “Baciami”, la nostra parola d’ordine, e ci fermeremo… “. Mariarosaria non si sarebbe mai aspettata un’ esperienza del genere, stile 50 sfumature, ma si sentì presa in un vortice di nuove sensazioni, forti e decise, alle quali non riuscì proprio a dire no. Del resto leggere la trilogia, e vedere i film, l’avevano letteralmente soggiogata.
Riccardo iniziò a spogliarla, la lasciò solo con le mutandine di pizzo nero e maschera. Iniziò baciandole il collo da dietro e passandole tra le cosce un piumino, in maniera calda e leggera. Il suo piacere iniziò a vibrare. Le prese le mani e gliele ammanettò dietro la schiena, sempre baciandola sul collo e poi piano piano scendendo fino al suo splendido sedere a mandolino. Strappò via il pizzo con forza, lei sentì un fremito di piacere, e le si infilò con la lingua, nelle sue curve voluttuose. Mentre con una mano la teneva per le manette, con la lingua assaporava “tutto” della sua intimità, e con l’altra mano iniziò ad inserirle nella fica bagnata ed eccitata, prima un dito e poi un altro ancora, mentre nel contempo leccava e infilava la lingua nel buco del culo. Mariarosaria era in estasi. Poi, sempre ammanettata, la fece sedere sul letto in pelle, verso di lui, e le legò intorno alla bocca, un bavaglio O-ring che obbliga le labbra ad essere spalancate. Lei si sentì completamente e piacevolmente sottomessa a quel gioco perverso. Lui si tolse i pantaloni di seta blu e lei rimase estasiata vedendole il pisello, un membro perfetto, duro, con una cappella grossa, pronta a scoppiarle in gola. Riccardo glielo infilò tutto dentro, Lei lo leccò avidamente e sapientemente, non riusciva più a staccarsi, le arrivò fino in gola.

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Subito dopo, la stese e la rigirò sul letto, e con un lubrificante profumato, iniziò a cospargerle il culo, massaggiandola e inserendo dentro un dito alla volta. Il buco del culo, meravigliosamente eccitato, non opponeva resistenza, era anche lui avido di piacere. La pose su di un fianco e tenendola per la bocca e facendole leccare le dita, la penetrò da dietro. Mariarosaria urlò di piacere, era grosso ma sapeva muoversi sapientemente tra quei segreti meandri mai esplorati. Poi la spostò a pecorina sul letto, senza fermare mai la penetrazione. Prese uno sculacciatore a paletta e parole sue : “… Incominciò a picchiarmi così forte le chiappe, da farmi piangere, in contemporanea alla penetrazione e al suo sublime piacere…” Quel misto di dolore e piacere portò al settimo cielo Mariarosaria che iniziò a muoversi con vorace insistenza sul cazzo di Riccardo che un attimo dopo lo tolse dal culo, esplodendole sui fianchi in poderosi flutti di bianca crema.

A cura della Redazione di MisterSex.
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