La prima volta su un treno

da | Racconti Erotici

Arriva in redazione via e-mail, una storia molto eccitante, a scriverci è Davide, un uomo di 45 anni di Napoli, che insegna Lettere all’UniversitĂ  (ma non diremo quale anche se lui lo ha scritto…) e che per ragioni di lavoro si trova spesso in viaggio. Capita infatti che debba partecipare a lezioni o convegni presso altri Atenei e questo lo porta a percorrere diversi chilometri ogni anno. Quando si trova sul territorio nazionale predilige però spostarsi in treno, perchĂ© come dice lui “restituisce la sensazione della giusta distanza” , proprio come nella storia che ci ha raccontato via e-mail, successa a febbraio scorso. Doveva seguire un convegno di 3 giorni a Venezia, in un periodo di altissima stagione per la cittĂ  con il carnevale veneziano che richiama ogni anno flotte di turisti da tutto il mondo, affascinati da questo straordinario evento. Come sempre decise di prendere il treno, partenza da Napoli in notturna alle 4 di mattina per arrivare nella mattinata, accomodarsi all’Hotel e iniziare nel pomeriggio il convegno. Arrivò in stazione a Napoli prestissimo, prese il posto sulla carrozza assegnatagli e aspettò la partenza sfogliando distrattamente la rivista che distribuiscono sul treno. La sua carrozza, forse anche a causa dell’orario, era stranamente vuota, eppure sulla banchina ad aspettare il treno c’erano parecchie persone. Poco alla volta però, si stava timidamente popolando e davanti a lui si fermò una bella ragazza alta e con lunghi capelli biondi mossi, che sorridendogli si sedette accavallando le gambe sotto la gonna. Davide rimase imbambolato a guardarla, era molto affascinante ed aveva un profumo molto persistente, forse troppo, ma buono, la cui scia aveva inspiegabilmente captato nell’aria ancor prima di vederla. Era molto alta, spalle abbastanza larghe da nuotatrice, molto magra. Aveva un abito lungo con gonna floreale di colore azzurro e un cappottino di pelliccia bianco neve che con i capelli biondi la facevano assomigliare ad una sorta di principessa delle nevi. Sembrava diversa, aveva qualcosa di insolito e Davide pensò che fosse dovuto al trucco, aveva una sensazione strana di inquieto piacere guardandola, e questo lo incuriosiva ancora di piĂą, voleva sapere tutto di quella donna che lo attirava e lo eccitava. Il treno partì e Davide facendo finta di leggere, sbirciava tra una pagina e l’altra le sue gambe, tornite e ben messe. Le vibrazioni del treno in corsa facevano spostare l’orlo della gonna sempre un po’ piĂą vicino alla sua vita, scoprendole generosamente le cosce, che lei lasciava ben in vista, infatti non sembrava affatto infastidita e questo eccitava alla follia Davide. Intorno, sedute nella carrozza, non avevano molte persone e le poche che c’erano stavano a qualche posto di distanza e dormivano, data l’alzataccia. Davide invece era insolitamente ringalluzzito dalla presenza della principessa delle nevi che scoprì chiamarsi Rita. Aveva una voce calda, bassa e sensuale, cominciarono a parlare del piĂą e del meno, scoprendo che anche lei era diretta a Venezia e che andava li per il carnevale. Rita amava alla follia il carnevale veneziano e le sue magnifiche maschere, delle vere opere d’arte, lo amava perchĂ© la faceva sentire libera, “del resto chi era Oscar Wilde che diceva datemi una maschera e vi farò vedere chi sono “ affermò con occhi trasognanti. Davide, a quelle parole, ebbe un momento di turbamento erotico e la corresse dicendo “…e vi dirò la veritĂ , così diceva Oscar Wilde” e scoppiarono in una fragorosa risata di complicitĂ , si attraevano. Fu così che Rita fece capire a Davide quello che le sarebbe piaciuto fare con lui, cominciò a strusciarle la gamba contro la sua, passandosi delicatamente la lingua sulle labbra. L’aria cominciava a scaldarsi. A quell’immagine, Davide aveva giĂ  i pantaloni che esplodevano, il pisello bello grosso, non lungo ma bello largo, strabordava spingendo contro la cintura che dovette subito slacciare per lasciarlo libero come mamma lo aveva fatto. La situazione era diventata bella incandescente, e Rita che non portava il reggiseno si sbottonò a sua volta la camicetta, facendo vedere il seno, sodo, tondo, una seconda perfetta che davide poteva ben racchiudere nel palmo della mano, con un capezzolo turgido. In un attimo si ritrovarono avvinghiati nella toilette del treno, in piedi poggiati al muro con Davide a braghe calate e Rita in ginocchio che gli ingoiava il cazzo con aviditĂ  e gemiti di piacere. Davide era in estasi, sentiva la lingua di Rita passare sulla cappella e contemporaneamente le sue mani massaggiarle le palle. Davide le allargò la camicia e iniziò a farsi segare il cazzo con le tette in una spagnola di tutto rispetto. Poi la prese per i capelli e la alzò in piedi per toglierle le mutande, quando si accorse che tra le gambe anche lei aveva un pisello niente male, lungo e duro! Ci fu un momento di imbarazzo, ma durò un istante, erano entrambi troppo attratti l’uno dell’altra e talmente arrapati da volere godere di quel momento in ogni senso e sesso! Fu allora che Davide si accorse che le stava giĂ  succhiando il cazzo e mentre lo faceva pensava, parole testuali: “che fantastica prima volta, non me lo sarei mai immaginato, la mia prima volta su un treno e la prima volta con una meravigliosa trans”, poi Rita si girò e si fece leccare il culo da Davide che mentre infilava la lingua le segava il cazzo in un glorioso Rusty Trombone.

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Rita era un fremito di piacere e con la mano, da dietro, spingeva con forza la testa di Davide sulle sue chiappe aperte, Davide a sua volta, con l’altra mano libera invece, le strizzava dal basso il capezzolo sinistro. Poi accadde l’imprevedibile, Davide si fermò, si alzò, e chiese a Rita di farle la stessa cosa. Un Rusty reciproco, lì nella toilette del treno. Rita eseguì ubbidendo di buon grado e furono così attimi di ansimi lussuriosi, un mondo nuovo e perfidamente attraente che spinsero Davide a voler allargare tutte le proprie esperienze, hic et nunc : “Rita mettiti un profilattico e spingimelo dentro”. Davide preso dallo stordimento dell’eccitazione offrì così il suo culo vergine, che ormai era sapientemente leccato e dilatato, al cazzo di Rita. Rita non sembrava affatto stupita da quella richiesta e infilato il profilattico, cosparse il buco del culo di Davide di lubrificante aiutandosi con il dito medio, e lo penetrò senza pietà, con un colpo deciso e sferzante del piacere apportato. Davide fece un sussulto che gli tolse per un attimo il respiro e Rita gli concesse invece fin da subito il suo braccio da mordere a mò di gag per non allarmare la carrozza del treno con le sue urla e gemiti di piacere. Mentre Rita lo penetrava col suo cazzo lungo, con colpi decisi e profondi fino alle palle, contemporaneamente gli masturbava il pisello come se fosse un clitoride, Davide godeva in un crescendo di emozioni multiple e pensò “forse è questo quello che provano le donne quando hanno un orgasmo multiplo “. Fu allora che, all’apice della copulazione, Davide, preso tra quei due fuochi di masturbazione dei sensi, si svuotò le palle sullo specchio della toilette, riempiendo il lavandino di calda crema bianca. Davide non ha certo dimenticato la sua prima volta sul treno, ed ha iniziato a prendersi cura del suo lato b come non aveva mai fatto prima, viaggiando quotidianamente nella speranza di rincontrare quella meravigliosa creatura.

A cura della Redazione di MisterSex.
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