Sesso in Divisa

da | Racconti Erotici

Questa è la storia di G. e D.. L’e-mail ce la invia G., una bella donna in carriera di 30 anni, single, che però ci chiede esplicitamente di non pubblicare il suo nome e neanche quello del compagno, ma solo le iniziali.
La storia che ci racconta risale a 2 anni fa, quando lei per lavoro si trovava a Milano, ospite a casa di un amica. G. è una donna siciliana fuori dal comune, anziché rispettare i canoni classici di bellezza mediterranea lei li stravolge completamente, infatti la sua bellezza è una bellezza algida. G. è alta, magra, pelle chiara di luna, occhi cerulei e capelli biondi. Questo suo fascino del nord, ci racconta, ha sempre destato stupore e curiosità, nonché un certo successo col sesso forte. Il suo ruolo di Responsabile Marketing e la sua carriera l’hanno sempre portata in giro per mezzo mondo, a contatto con realtà e culture diverse, favorendo incontri e flirt di ogni tipo, anche erotici…
Un giorno di piena primavera, in un momento di pausa lavorativa, con un cielo insolitamente terso per Milano e un sole caldo, G. decise di staccare la spina e di scendere al bar sotto l’ufficio dove stava facendo consulenza per un importante progetto europeo. Le giornate che iniziavano ad essere più calde e lunghe permettevano di stare ai tavoli, messi fuori dai locali che si affrettavano a posizionare in vista dei numerosi avventori. Al tavolo accanto al suo, si sedette un uomo in divisa, alto e slanciato a cui inizialmente non fece più di tanto caso. G. stava sorseggiando uno spritz con un tramezzino e notò che l’uomo al tavolo affianco ordinò le medesime cose. Ad un tratto, una folata di vento, le fece cadere a terra il tovagliolo arancione che stava semplicemente poggiato a coprire il tramezzino sul piatto. L’uomo al suo fianco lo prese al volo con una mossa veloce ed atletica che stupì G. e che al contempo tradì, da parte di D., una certa prestanza fisica nonché una certa dimestichezza sportiva. Nel porgerle il tovagliolo, i loro sguardi si incrociarono rimanendo a fissarsi per alcuni secondi, pochissimi ma abbastanza per far capire ad entrambi, come sarebbe andata a finire… Si presentarono, e così G. venne a sapere che D. era un militare di 35 anni, un ufficiale che prestava servizio nella caserma della zona e che era eccezionalmente single, proprio come lei. “…Alto, moro, spalle larghe, bello come un Dio Greco” testuali parole di G. che mentre gli parlava, per l’emozione ed il caldo, si sbottonò alcuni bottoni della camicia di raso bianca che portava, facendo intravedere un seno sodo, non grandissimo ma ben tenuto da un reggiseno di pizzo bianco. D. dal canto suo, approvò in pieno tanto ardire, sembrava non avere occhi che per lei, evidentemente i colpi di fulmine esistono veramente, pensò G. Iniziarono a parlare e a conoscersi, ma come ci racconta G., fu una cosa stranissima, tra loro si era instaurato da subito un filo di intesa particolare, era come se si conoscessero da tempo. In breve finirono di bere, pagarono e andarono verso la caserma. Lui era preso dalla sua spigliatezza nel parlare, mentre lei, colpa forse della primavera, sognava di essere presa tra le sue forti braccia, anche li subito, in mezzo alla strada. Senza pensarci due volte, quando D. le chiese se volesse salire in ufficio per farle vedere come fosse una caserma da dentro, lei disse subito si.
Varcarono rapidamente l’ingresso con schiocco sull’attenti al loro passaggio, fecero due rampe di scale, un lungo corridoio finestrato senza incontrare anima viva, ed entrarono nel suo ufficio, lasciandosi alle spalle la porta chiusa a chiave. Semplice, spoglio e funzionale. G. stava per poggiare la borsa con la giacca su di una poltrona quando D., senza esitare oltre, la strinse a sè prendendola per la vita da dietro e sussurrandole all’orecchio “…ho voglia di mettertelo tutto dentro” intanto che glielo spingeva tra le chiappe, dritto e duro come un’asta di un fucile. G. fece cadere a terra tutto e si abbandonò a quell’abbraccio forte. Si girò e lo baciò come non aveva mai fatto prima con nessun’altro. Un bacio lungo, passionale, le loro lingue erano prese in un vortice senza sosta, scavando alla ricerca dell’anima l’uno dell’altra. Incominciò a spogliarla, le tolse tutti i vestiti e mentre le leccava i capezzoli le infilò un dito nella fica ormai bagnata all’inverosimile. Furono istanti di intenso piacere, lui era bravissimo, ci sapeva proprio fare. G. si abbandonò alle sue sapienti mani, in una moltitudine di piaceri. Mentre D. con una mano le sosteneva il piacere, con l’altra si spogliò in fretta. La prese in braccio con il cazzo dritto in tiro che premeva sul lato della sua coscia destra, e la adagiò sul divano, un comodo sofĂ  stile Luigi XVI celeste. Erano entrambi nudi, il divano era molto largo e si lanciarono quindi in una 69 molto eccitante e seducente, con lui sopra e lei sotto. Le loro bocche mangiavano all’unisono il sesso dell’altro con voracitĂ  e goduria. Mentre la lingua di lei si soffermò ad assaporare le sue grosse palle piene e pronte ad esplodere, lui leccava il suo clitoride con sapienza, infilandole le dita dentro la fica sempre piĂą vogliosa. Rimasero in questa posizione per diverso tempo, lei gemeva senza sosta presa da quell’uomo maschio e possente. D’un tratto D. si mise seduto sul divano e indossò velocemente due profilattici XL, lei non si stupì piĂą di tanto date le dimensioni pensò fosse normale.

Satisfayer 1 Next Generation

Il Satisfyer 1 Next Generation è un elegante stimolatore che massaggerĂ  il tuo clitoride con la tecnologia a pressione d’aria. Ideale per i viaggiatori, grazie alle sue forme compatte, rotonde e sottili.

Con forza prese G. di peso e se la impalò proprio sul cazzo. Era proprio un cazzo enorme e G. ebbe un sussulto quando lo sentì entrare nella fica, era il pisello più grande che si fosse mai scopato, pesò… almeno fino ad allora! Mentre la possedeva, le leccava i capezzoli e le infilava il dito medio nel buco del culo, facendola letteralmente impazzire di piacere. La sdraiò sul divano, incominciando a penetrarla sempre con maggior impeto. G. ci scrive “…ero completamente frastornata, mi sentivo in uno stato di piacevole torpore, stordita dalla goduria. Le sue spinte andavano a ritmo con la targhetta militare metallica che aveva al collo, che mi sbatteva sul seno e anche sulla fronte…” . Rimasero così, immersi in quel piacere primordiale, forte e sensuale, completamente abbandonati e grati a quel magico destino beffardo che li aveva fatti incontrare.

A cura della Redazione di MisterSex.
Ogni racconto qui presente è di proprietà dell’Autore e di MisterSex.
Ogni riferimento a fatti, cose o persone è puramente casuale.
Vietata la Riproduzione non autorizzata.

SHARE WITH HEART